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Obbligo di qualifica tecnici manutentori dei presidi antincendio

Nella news importanti precisazioni a chiarimento della normativa che entrerà definitivamente in vigore il prossimo 25 settembre


Come anticipato nella notizia di dicembre, dal 25 settembre 2025 entrerà in vigore l’obbligo per la qualifica dei tecnici manutentori dei presidi antincendio. Ilsuddetto obbligo non riguarda soltanto le imprese operanti nel settore impianti, seppure abilitate ai sensi del D.M. 37/2008, ma anche tutte quelle che svolgono attività di manutenzione dei presidii antincendio (inclusi serramentisti del settore metallo e legno).

Qui di seguito i presidii interessati:

  • Estintori
  • Idranti
  • Porte e finestre tagliafuoco
  • Sprinkler
  • IRAI – rilevazione allarme incendio
  • EVAC
  • Impianti ad estinzione gassosa
  • Impianti a schiuma
  • Impianti aerosol
  • Impianti “water-mist”
  • Impianti a polvere
  • Impianti a riduzione d’ossigeno
  • Impianti a pressione differenziale

A partire da quella data, sarà obbligatorio per le persone, che effettuano attività di manutenzione sui suddetti presidi, essere “qualificati” mediante il possesso di un’attestazione rilasciata dai Vigili del Fuoco, previo superamento di specifico esame.

A tale riguardo, lo scorso 3 dicembre 2024 il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha emanato la Circolare n. 19631 contenente le prime istruzioni operative che avevamo già indicato nella nostra comunicazione del 17 Dicembre us.

Confartigianato, tramite i propri rappresentanti, partecipa attivamente alle riunioni dell’Osservatorio. Ha infatti avviato un’attività di selezione dei centri di formazione abilitati per i corsi e per gli esami relativi. Sono, in oltre, in corso valutazioni per organizzare un corso per le persone che intendano qualificarsi facendo valere la transitoria possibilità offerta dalla modalità d’esame “semplificato” (solo orale e pratico).

La Confederazione si è mossa anche per nel richiedere precisazioni al fine di rendere più agevole l’applicazione della normativa. Alla data dell’11 marzo risultano presentate 1.600 domande ma appartengono ad un numero sensibilmente inferiore di persone poiché i soggetti che si sono iscritti hanno prescelto, in media, tre presidii.

Dal 12 marzo u.s., tutte le domande di sostenimento d’esame potranno essere presentate esclusivamente a mezzo portale web dedicato del Corpo nazionale. Sempre su richiesta di Confartigianato il Corpo nazionale valuterà se rendere pubbliche le domande (quiz) a risposta multipla, come avviene di norma per prove e verifiche di rilevanza pubblica consimili.

La Confederazione ha richiesto l’emanazione di un facsimile di CV per le persone che rientrino nello schema di qualificazione semplificato (tre anni di esperienza). Inoltre, per coloro i quali vantino esperienza ma non siano in possesso di alcuna attestazione aziendale (es.: azienda fallita, chiusa o rapporto di lavoro risolto non “in bonis”), il Corpo nazionale valuterà di emanare un’apposita auto-dichiarazione.

Confartigianato ha poi formalmente richiesto che il regime del cosiddetto “NOT” (Nulla Osta Transitorio) alla continuazione delle attività manutentive, venga formalizzato con un atto amministrativo, giacché si stanno verificando casi un cui esso venga richiesto per gare d’appalto pubbliche/private, impropriamente, oppure sia considerato un requisito essenziale per la qualificazione dell’appaltatore della manutenzione, anche ai sensi del Testo Unico SSL, laddove viceversa esso NON è requisito obbligatorio, almeno sino al 25 settembre. Inoltre, si è chiesto che la durata del NOT sia illimitata, ovviamente nelle more del sostenimento dell’esame di qualificazione e che non abbia invece, come ora previsto, durata di soli 12 mesi.

A più riprese è stato chiesto al Corpo nazionale di chiarire il ruolo del “membro tecnico esterno” in seno alla Commissioni d’esame, ovvero un rappresentante dei manutentori, che a parere della scrivente – rappresentato al Corpo nazionale – deve avere un peso nella valutazione finale della persona candidata.

Confartigianato ha inoltre fatto alcune osservazioni al Corpo nazionale:

  1. vi è una copertura incompleta del territorio nazionale da parte dei soggetti formatori: sono senza centri di formazione e sedi d’esame numerose regioni, al nord, centro, sud, compresa la Sardegna;
  2. si rileva la scarsa trasparenza sul costo/tariffe di formazione sui portali degli Enti di formazione; Confartigianato ha invitato il Corpo a prevedere obblighi di trasparenza in tal senso verso gli enti di formazione;
  3. si stigmatizza l’elevato costo della formazione (circa 1000 euro, in media, a presidio, oltre a tasse e imposte statali);
  4. si denunzia la farraginosità del meccanismo di “preaccordo” fra persona da esaminare e sede d’esame da scegliere per la verifica, all’atto della registrazione sul portale web dedicato.

Il Corpo nazionale ha preannunciato che valuterà, in presenza delle suddette criticità, se concedere un’ulteriore proroga, cioè oltre il termine fissato per il 25 settembre 2025.

Per ulteriori informazioni potete contattare il Coordinatore della Federazione Impianti, Simone Verdelli (Tel. 0575314282 – simone.verdelli@artigianiarezzo.it), il Coordinatore della Federazione Legno e Arredo, Marco Bacci (Tel. 0575314241 – marco.bacci@artiginiarezzo.it), il Coordinatore della Federazione Meccanica Paolo Frusone (Tel. 0575314285 – paolo.frusone@artigianiarezzo.it).



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